Le 3 criticità del Black Friday

Black Friday
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Paolo R. Parisi

Martedì 23 novembre 2021, davanti a me una donna entra in un negozio di una gioielleria di un centro commerciale romano, prova un oggetto e dice alla titolare: “questo eventualmente venerdì quanto me lo mette?”. Ammetto che l’idea di Black Friday poteva anche terminare lì.

Conosci l’origine di questa parola?

Per la prima volta si parla di Black Friday il 24 settembre 1869, giorno della caduta della borsa di Wall Street, frutto della speculazione ad opera di due truffatori che tentarono la scalata sul prezzo dell’oro. I due quel giorno, provarono ad acquistare grosse quantità d’oro, per poi speculare sulla rivendita.

Questa tentata truffa, venne poi scoperta lo stesso giorno, un venerdì, ed ebbe come effetto la caduta del mercato di Wall Street. 

Quest’evento venne titolato dalla stampa come il “venerdì nero”, cioè giorno di lutto per la borsa.

L’eccezione moderna di Black Friday la troviamo nel 1961  in un articolo di giornale di Philadelphia. Un venerdì nero per la polizia, costretta a lavorare con turni estenuanti di 12 ore per contrastare l’invasione di persone nelle strade, intente a voler fruire dei forti sconti applicati dai commercianti.

Sarà solo agli inizi degli anni 2000 che il Black Friday diventerà un fenomeno planetario dove i big del mercato si scontrano a colpi di offerte.

Oggi questa eccezione,  viene utilizzata anche dagli analisti economici, per misurare la propensione annuale di spesa dei consumatori in relazione ai propri risparmi. In base anche a questi dati, si percepiscono le paure o la fiducia che vivono i consumatori in quel dato momento e si possono stillare proiezioni sulle vendite del Natale successivo.

Quali sono le 3 criticità riscontrate in quest’evento commerciale ?

Il Black Friday sembra essere diventato la brutta copia dei saldi invernali/estivi. 

Le principali criticità di quest’opportunità di vendita, sono a mio avviso date dalla:

  • durata, che è diventata settimanale e non più giornaliera come dovrebbe essere.

Il prolungamento nel tempo di un’offerta non genera nel cervello dell’acquirente la celerità nel compiere l’affare. 

  • eccesiva offerta di prodotto. Questa è disfunzionale, perché per il nostro cervello, la vera leva all’acquisto è la scarsità di quel prodotto. 
  • la leva del prezzo.  Infatti vengono poco utilizzate altre soluzioni che non siano soltanto il mero sconto. Perché ad esempio non pensare a creare offerte di servizi dedicati esclusivamente a chi aderisce al Black Friday da sfruttare anche successivamente? O perchè non regalare esperienze emozionali presso partner commerciali?

Ecco ritornare da dove siamo partiti, cioè dall’idea che si sono fatti molti consumatori finali del Black Friday è: “Lo compro se il prezzo è quello che dico io!”

Non mi piace pensarla così, mi piace piuttosto condividere il pensiero di Seth Godin:

”I clienti tengono conto solo del prezzo, quando non hanno nient’altro da prendere in considerazione!”

Ecco, il prezzo non deve essere l’unicum del Black Friday!

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CAPM®PMI, Business Development, Project Manager Commerciale, Blogger. 

Aiuto le aziende offrendo le mie competenze acquisite sul campo affiancate alla continua formazione imprenditoriale per sviluppare business e progetti commerciali. Scrivo di comunicazione, produttività e leadership.

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