Le 5 caratteristiche dell'intelligenza emotiva

Nel 1994 lo psicologo e giornalista scientifico statunitense Daniel Goleman, attraverso la scrittura del libro “Intelligenza emotiva, che cos’è e perché può renderci felici”, portò alla popolarità questa nuova accezione di intelligenza e da allora è considerato uno dei massimi esperti sul tema.
In precedenza tutti gli studi effettuati prima di Goleman, avevano distinto l’emozioni dall’intelligenza, trattandoli separatamente, poiché il famoso quoziente intellettivo (QI) era al centro di tutti gli studi.
Goleman è stato il primo a mettere in discussione questi studi.
Secondo Goleman, l’intelligenza emotiva è: “la capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione, di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare”.
E’ da questo momento che l’ambiente emotivo e sociale avranno un ruolo centrale nelle teorie psicologiche: é solo attraverso l’armonia del contesto che lo circonda che l’uomo può arrivare ai gradi più alti di intelligenza emotiva, ovvero è solo in un contesto stimolante che l’intelligenza emotiva può svilupparsi in pienezza.
Le 5 caratteristiche dell’intelligenza emotiva
Per Goleman l’intelligenza emotiva si compone di 5 caratteristiche specifiche, diverse ma che si compensano:
- L’autocoscienza, cioè la consapevolezza di sé, il sapersi guardare dentro scoprendo le proprie debolezze;
- Il dominio di sé stessi attraverso l’autocontrollo;
- La motivazione: attraverso la scoperta di quali motivazioni determinano il nostro modo d’agire e i nostri comportamenti si acquisisce un’abilità fondamentale, quella dell’automotivazione;
- L’empatia con chi ci circonda, cioè la capacità di entrare in contatto con gli altri percependo le loro emozioni;
- L’abilità sociale, cioè la capacità di relazionarsi positivamente con gli altri.
L’intelligenza emotiva consente nella quotidianità, di:
- essere in grado di accettare critiche e responsabilità;
- riuscire ad andare avanti dopo aver commesso un errore;
- essere liberi di dire di no quando è necessario;
- provare empatia verso gli altri;
- sospendere il giudizio verso di sé e verso gli altri.
Cosa vuol dire essere emotivamente intelligenti?
Chi ha un’intelligenza emotiva sviluppata, riesce a mantenere la calma in situazioni difficili, non prende decisioni d’impulso che potrebbero metterlo in difficoltà, gestisce le situazioni di conflitto cercando di trovare una soluzione efficace. In questo modo tende a prendere solo decisioni consapevoli, comunicandole in maniera chiara e coerente con le azioni intraprese.
Avere un’intelligenza emotiva sviluppata, implica l’essere costantemente motivati per motivare a nostra volta gli altri, l’avere capacità d’ascolto per comprendere ciò che in quel momento vive e dice il nostro interlocutore, ed essere auto-consapevoli che è proprio atteggiamento influenza la risposta degli altri.
Essere sviluppati emotivamente implica il saper accettare le critiche altrui e considerarle come aiuto e opportunità di crescita.
I migliori leader hanno infatti standard elevati d’intelligenza emotiva e per questo sono visti come esempi da seguire. Hanno di solito grande spirito d’iniziativa e grandi capacità decisionali, hanno performance e produttività più elevate sia nella loro vita personale che lavorativa.
Tu conoscevi questo tipo d’intelligenza ormai applicata in tanti campi di studio?
Ti è piaciuto il mio post? Clicca su Mi Piace qui sotto oppure condividilo!
CAPM®PMI, Business Development, Project Manager Commerciale, Blogger.
Aiuto le aziende offrendo le mie competenze acquisite sul campo affiancate alla continua formazione imprenditoriale per sviluppare business e progetti commerciali. Scrivo di comunicazione, produttività e leadership.